Dove il filo si spezza

scritto da Anna_Lisa
Scritto Ieri • Pubblicato 19 ore fa • Revisionato 19 ore fa
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Autore del testo Anna_Lisa

Testo: Dove il filo si spezza
di Anna_Lisa

Nel paese di Civita di Bagnoregio la libertà era vietata per legge. Non perché fosse pericolosa, ma perché era instabile. Chi l’aveva provata una volta, dicevano, poi non tornava più lo stesso. Io sono nata lì. Mi chiamo Mirea. Per tutta la vita ho avuto un filo al polso. Non faceva male. Non stringeva. Era più una guida che una costrizione. Ti portava dove dovevi andare: scuola, lavoro, casa, persone giuste. Non c’era bisogno di scegliere troppo.

Il giorno in cui il filo è sparito non me ne sono accorta subito. Me ne sono resa conto la mattina, mentre mi vestivo. Ho guardato il polso e non c’era niente. Ho pensato a un errore, ho aspettato. Ho persino provato a fare finta di niente e andare al lavoro come sempre, ma qualcosa non funzionava. Non era il mondo a essere diverso, ero io a non avere più una direzione. Nessuna pressione, nessuna spinta. Solo possibilità, tutte insieme, senza ordine.

Sono uscita comunque. Camminare era strano. Le persone intorno a me si muovevano con quella sicurezza tranquilla che conoscevo bene. Io no. Io mi fermavo ogni tanto senza motivo, come se stessi aspettando un segnale che non arrivava.

L’ho visto seduto su un gradino vicino alla fermata del tram. Non ci avrei fatto caso, se non fosse stato per il filo. Tutti hanno un filo, ma di solito non lo noti. Il suo invece si vedeva chiaramente, teso, leggero, come qualcosa che sta sempre un passo avanti a te. Lui guardava per terra, distratto. Mi sono fermata senza sapere perché.

Ha alzato lo sguardo e ha visto il mio polso. Vuoto. È rimasto un secondo in silenzio, poi ha detto solo: “Ti si è rotto?”

“No,” ho risposto. “Non c’è più.”

Non ha reagito subito. Non come mi aspettavo. Nessuna sorpresa forte, nessun allarme. Solo uno sguardo che è cambiato piano. Come se stesse ricalcolando qualcosa.

“Succede?” ha chiesto.

“Non lo so,” ho detto. E per la prima volta non mi è sembrato un problema non saperlo.

Si è alzato. Il filo si è teso con lui. Ho notato che lo seguiva in ogni piccolo movimento, come se anticipasse già la sua prossima azione.

“Dove vai?” ha chiesto.

Questa volta la domanda era per me. Non era curiosità. Era abitudine. Qualcuno senza filo è un’anomalia.

“Non ho ancora deciso,” ho detto.

Ha annuito lentamente, come se quella risposta non rientrasse in nessuna delle opzioni che conosceva.

Sono rimasta lì qualche secondo in più del necessario. Poi ho fatto un passo indietro. Lui non mi ha fermata. Ma non ha distolto lo sguardo.

Quando mi sono girata per andare via, ho sentito la sua voce alle spalle.

“Se non hai il filo… come fai a sapere dove andare?”

Non mi sono voltata subito. Perché la risposta, quella vera, non ce l’avevo pronta.

Poi ho detto solo: “Provo.”

E ho continuato a camminare.

Dove il filo si spezza testo di Anna_Lisa
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